Biblioteca "Maria Goia"

Circonvallazione Sacchetti, 111
48015 Cervia (RA)


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Orario dal 19/09/2016

 

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“ … come vele spiegate”

 

La Biblioteca di Cervia aveva bisogno di un’idea originale per dar forza a un messaggio semplice e intuitivo che faccia capire al volo: stai per entrare nella tua biblioteca.

Ha proposto un concorso, chiamandolo BookWindow – una parola inesistente che collega le parole libro e finestra - e ha messo a disposizione la materia prima per realizzare l’opera ovvero quei libri che non servono più, i libri donati dai lettori, libri da riciclare come mattoni di una nuova costruzione: una specie di grande “lego” che attiri lo sguardo dei passanti e li inviti a entrare.

 Hanno partecipato poco meno di una decina di progetti da cui è stata selezionata quella ritenuta più convincente, quella  proposta  dall’artista  piacentino Dino Molinari intitolata “…come vele spiegate”. Sabato 9  maggio 2015  la scultura di libri è stata inaugurata dal Sindaco Luca Coffari e dalla  Delegata agli istituti culturali Bianca Manzi:   ora le  due  colonne  librarie solcate  dalle vele accolgono i visitatori nell’ingresso della  Biblioteca.

 

Ecco come  l’artista Dino Molinari ha motivato il suo progetto.

 

 

Il lavoro realizzato per la Biblioteca di Cervia è fatto di elementi simbolici:
i libri come “luogo” per conoscere noi e il mondo attraverso le storie che i libri raccontano; la nave con le vele, simbolo del viaggio che affrontiamo imparando a leggere. Imparare è fare esperienza: la lettura ci aiuta a fare esperienza del mondo; senza saper leggere o leggendo poco ci neghiamo una parte dell’esperienza come se usassimo una barca a vela (noi stessi) senza usare le vele: è così che mi è venuta l’idea delle vele come pagine di libri. La lettura ci aiuta a usare le vele/parole per affrontare con più energia il viaggio nell’esperienza  della  Vita.

 

Quando ho progettato l’opera da collocare all’entrata di una biblioteca, l’idea che mi ha stimolato di più è coinvolgere la gente che frequenta la biblioteca come luogo del conoscere.

Le persone, adulti ragazzi e bambini dovevano avere davanti un’immagine che potesse incuriosire e, al tempo stesso, far riflettere.

E’ per questo che le due sculture/installazioni dovevano rappresentare l’idea di gioco rappresentato dal modo in cui ho dipinto i libri, usando i colori liberamente, improvvisando con schizzi di colore alla maniera di Pollock; l’idea di un contenuto portatore di riflessione (la forma dei libri come pietre per la costruzione del sapere); l’idea dell’uso simbolico delle forme - la nave come elemento di riflessione ma anche di gioco - : i bambini imparano anche attraverso il gioco e un modellino  può diventare un giocattolo fantastico.

 

La mia ricerca artistica in questi anni si è orientata sempre più nella scelta di spazi che permettessero un dialogo delle opere con il luogo che le accoglie.
L’importanza dei luoghi come contenitori, non solo di oggetti, è fondamentale per ribaltare quel punto di vista che guarda all’opera come un elemento distante da sé.

James Hillman esprime il concetto di anima dei luoghi nel suo libro “L’anima del mondo e il pensiero del cuore”: è a questo pensatore del ‘900 che mi sento vicino.
L’arte è conoscenza quando riesce a fare incontrare la nostra anima con i luoghi che vive e dove l’anima dell’opera incontra l’anima del luogo dove si colloca.

Questa premessa, per me fondamentale, per dire come sia necessario fare arte in funzione di un luogo perché il fine dell’arte è portare a conoscenza.

Lo strumento principale che l’uomo ha usato per secoli è il simbolo, proprio perché ogni simbolo è la sintesi di una conoscenza acquisita da trasmettere ad altri.

 

Dino Molinari

9 maggio 2015