Silvano D'Ambrosio - "COLLEZIONE SIRRI anni 80 e 90"

01/01/2014 - 31/01/2014

In Biblioteca l'artista Silvano D'Ambrosio, nell'ambito dell'iniziativa "Pagine ad Arte" sarà presente con l'esposizione dal titolo "COLLEZIONE SIRRI anni 80 e 90", aperta al pubblico per il mese di gennaio, in orario di apertura della biblioteca.

 

Silvano D’ambrosio è nato ad Haynage in Francia nel 1951. Negli anni 1974-76 studia la tecnica dell’incisione con Tono Zancanaro all’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

C’è qualcosa di indefinibile, di “notturno”nell’atmosfera di questi quadri, pensava da un vago “timore o tremore”, da uno che di allucinato, è percorsa da figura dolenti, piene di lontananza, altere e improbabili nei loro colori cupi, arbitrari: grigi,verdi, blu….

Questa notte, in tal caso, determina un’accentuazione in chiave psicologica della pittura, che carica le immagini di valenza espressive. La matrice delle opere di Silvano D’Ambrosio rivela inflessioni espressioniste, unitamente a suggestioni di Rosai, di Carra e fors’anche di Sironi, secondo orientamenti che caratterizzano le linee di certa pittura di oggi. Ma al di là della problematica delle fonti, sempre discutibile, mi pare singolare e degna di esistenza quella specie di “surrealista” che domina nei quadri di D’Ambrosio, che si potrebbe anche leggere come una realtà di “secondo grado”, messa in luce dall’ostentata ridondanza dell’immagine, dove non esiste più il presente come puntualità dell’istante, sottoposto alla logica della successione, bensi una sorta di “limbo temporale”.

Il denominatore comune sembra un recupero esistenziale, una sorda lotta interiore a mente lucida e fredda, dove la sconfitta non viene mai individuata, ma lasciata evadere <<nel mondo oscuro dell’indeterminato>> per dirla con Redon. Anche i ritratti, condotti con un’esecuzione spedita, sciolta, presentano volti pensosi e malinconici, smarriti nell’angoscia esistenziale, ovvero in una distanza spleenetica, inaccessibile.

E anche se si cerca di più, si finisce per perdersi nell’indifferenziato, nella notte.

(Riccardo Belloni, Dal catalogo della mostra “ritratti” con il fotografo Gianfranco Landi, Santa Sofia, Forli 1984)

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