Biblioteca "Maria Goia"

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Orario invernale

(dal 12 settembre 2022)

 

LUN

9-13.30

14.30-18.30

MAR

9-13.30

14.30-18.30

MER

9-13.30

14.30-18.30

GIO

9-13.30

14.30-18.30

VEN

9-13.30

14.30-18.30

SAB 9-13  

 

 

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Dopo le nuvole l'arcobaleno

14/12/2019

La professoressa di matematica stava consegnando le verifiche e mentre mezza classe si lamentava del solito 4, Anja osservava impassibile l’ovvio 10 della sua impeccabile verifica.

Subito dopo si girò verso Alessandro, che sorrise e fece 8 con le dita.

Al suono della campanella dell’intervallo, Anja e Alessandro, il suo migliore amico, corsero fuori ad annotare i dati della stazione meteorologica.

Lei li guardò perplessa, controllò velocemente i dati dei giorni precedenti e chiese ad Alessandro:

“Non ti sembrano strani questi dati?”.

Alessandro fece segno di no con la testa.

“Allora risolvi questa semplice espressione: 1 × 2^2√(1) + 459^2- 558^2+ 96^3” ribatté la ragazzina russa.

Alessandro la guardò come se avesse parlato in aramaico antico.

Anja urlò quasi istericamente sbattendogli i fogli in faccia:
“IGNORANTE!Fa 784057!!!”.

“Credo proprio di aver perso il filo del discorso...e comunque come posso saperlo?!”

“Queste sono solo le basi! Vabbè fa niente...ma almeno hai capito cosa significa!?!”

“Noooo!!!” disse Alessandro esasperato e quasi arrabbiato.

“I dati sono alteratissimi! Meglio informarsi, sta sera li porto con me a casa e li controllo bene.”

Quella sera, a casa, capì che c’era, come diceva lei “Quel quadra che non cosa”.

Una settimana dopo i dati peggiorarono, nonostante la ragazza avesse fatto diverse verifiche per accertarsi che la stazione meteorologica non fosse rotta.

Il giorno dopo, martedì 9 giugno, uno degli ultimi giorni di scuola, Anja si ritrovò con Alessandro davanti alla stazione meteorologica per controllare per l’ennesima volta i dati guardando con spavento i fogli.

“No, no, no...” mormorò la ragazza, poi prese il telefono e frettolosamente digitò lo 0544979111, il numero del comune cervese.

Appena la segretaria rispose, Anja urlò: “Voglio un appuntamento per le 15.” E riattacò.

Si girò verso Alessandro e disse:
“ Aiuto, credo che ci sarà una tempesta! Ho già preso appuntamento in comune”.

Alessandro, anche se in tutto questo aveva capito solo la parola “tempesta” finse di aver capito tutto.

Alle 14:30 la ragazza era già seduta nella sala d’aspetto dove la fecero attendere fino alle 16:30.

Alle 16:30 una donna di tipo 70’anni con gli occhiali sulla punta del naso, minigonna, tacchi 40, rughe sudate e la voce stridula disse:

“Anja… ehm… borgiacosciova?”

“Si dice Borzakoskova.” disse Anja piccata,comunque era abituata a sentir storpiare il suo cognome russo.

Anja entrò nell’ufficio del sindaco e disse: “Alla stazione meteorologica scolastica ho rilevato dei dati insoliti… troppo insoliti!” quindi sbatté i fogli sul tavolo dicendo con tono sofisticato: “Guardi il rapporto fra la temperatura e il vento nel 2° diagramma del 4° foglio e mi dica cosa riesce a notare”.

“Eehm….niente?”.

“Ma come niente!?! Possibile che nessuno riesca a capire!?!”.

“Si calmi, signorina...ehm...Borza...koskova?” disse il sindaco dando un occhiata al registro per poter finire quel complicatissimo cognome.

“Va bene, le dirò semplicemente che una tempesta tremenda colpirà Cervia! Dobbiamo farci trovare pronti”.

“Non dica stupidaggini! Non sprecherò tempo prezioso per delle bambinate e ora se ne vada!”.

Anja se ne andò indignata sbattendo la porta.

Il pomeriggio seguente andò a casa di Alessandro a fare i compiti.

Ad un certo punto si sentì un tuono fortissimo e le finestre iniziarono a bagnarsi.

Nel giro di un quarto d’ora il vento diventò così forte che le foglie intasarono i tombini e le strade iniziarono ad allagarsi dalla pioggia che era diventata fortissima.

Anja si rese conto di non poter tornare a casa e così chiamò sua mamma ma per colpa della pioggia e del vento la chiamata non partì nemmeno.

Ma la signora Billotta aveva il telefono satellitare e con quello la madre di Anja dicendo che sarebbe rimasta a dormire da Alessandro a causa della tempesta.

Qualche giorno dopo i due andarono a vedere la pineta e videro che una gran parte era stata sradicata dal terribile vento.

Anja disse: “AVEVO RAGIONE!!!!!!!! Torno subito dal sindaco!”.

Appena arrivata dal sindaco entrò e iniziò a fissarlo.

Ci fu un lungo momento di silenzio poi il sindaco disse: “Avevi ragione”

“Non io, i numeri” rispose Anja.

“Vabbé pensiamo ai fondi!”

“Quali fondi?”

“I fondi per ricostruire la pineta, no?”

“Ma quali fondi?! Assolutamente no!”

“Come no?”

“I fondi servono a cose più importanti”

“Più importanti della pineta?!”

“Si”

Anja se ne andò di nuovo e, di nuovo, sbatté la porta.

Dopodiché aprì un blog di raccolta fondi per la pineta che diventò velocemente virale.

Anja e Alessandro cominciarono a raccogliere fondi e, con pazienza, a piantare alberelli anche grazie a volontari cervesi.

Dopo 2 mesi una persona anonima donò 10.000€.

Anja, oltre a essere una matematica impareggiabile, era ancheun genio del computer e riuscì a capire che la donazione anonima era da parte del sindaco.

Ne fu felice ma non disse nulla.

Ripresa la scuola Anja e Alessandro, entrambi felicissimi della somma raccolta, andarono a controllare la stazione meteorologica e lei rimase come impietrita.

I dati, per la 2° volta sembravano alterati.

E Alessandro, anche lui per la 2° volta, non capì nulla.

“No… non può essere… sembra che stia arrivando un…

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